Il ventuno di febbraio dell'anno millenovecentosessantuno, nel segno dei pesci nasce Elfrida Gubbini, a Wetzikon in Svizzera.
E' solo un luogo anagrafico. Nello e Maria, suoi genitori, sono infatti italiani.
A Spello, perla medioevale della campagna umbra, Elfrida gioca e cresce respirando le antiche testimonianze romane, Hispellum a quei tempi, che sono sotto e sopra i suoi luoghi di ritrovo.
Così non c'è da meravigliarsi se già allora comincia a raccogliere e tenere da parte quei piccoli 'pezzetti' colorati dal sapore antico (la casa paterna poggia le sue fondamenta vicino a un deposito di una fabbrica romana di vasellame), 'oggetti-trovati' (come gli object-trouvé di tanta arte contemporanea) per assemblarli poi in originali composizioni polimateriche, fermando ricordi e sensazioni del tempo e del luogo, in brevi fotogrammi d'infanzia e d'adolescenza.
Al di fuori del luogo comune degli artisti che manifestano precoci talenti naturali dei quali non si sa dare spiegazione, la strada c'era già, segnata e percorsa dalla storia del tempo, Elfrida c'è semplicemente nata in mezzo.
Con il sostegno dei genitori, che attrezzano la mansarda paterna di cavalletto, colori e quant'altro le necessita per seguire la sua inclinazione. E' l'inizio.
Arrivano gli studi artistici, poi l'Accademia di Belle Arti a Perugia, la vita in studio come assistente di tre noti artisti e l'insegnamento negli Istituti Superiori di disegno e storia costume.
E arrivano le prime mostre. I suoi quadri passano dai paesaggi umbri segnati da lunghe e profonde incisioni colorate, alle nature morte intessute di fili e corde d'oro, d'argento e rame, fino alle tavole materiche, quasi monocromatiche, dalle quali corde, rami e crepe emergono e si interrano in un gioco raffinato.
Ci sono poi i bassorilievi in gesso, pietra e sabbia, pannelli-scultura come antiche formelle ritrovate, "lavoro con spessori materici sovrapponendo e inglobando nel gesso ancora umido antichi sentieri, traccie d'alberi andati in fumo, schegge di pietra e corde con le quali lego i ricordi di civiltà trascorse, emozioni lontane, antichi graffiti del cuore", con i quali si impone all'attenzione dei galleristi.
Ma tutto questo non cambia Elfrida Gubbini. La casa e lo studio rimangono a Spello.
Lavora nella cantina medioevale della casa in cui è cresciuta. Tra contenitori di pietre colorate ordinatamente disposti sulle mensole. Rami e legni di tutti i tipi riempiono gli angoli dello studio insieme a piccole latte arrugginite e vetri rotti trovati e raccolti per lo scopo più alto del loro destino comune: la perfezione al di sopra della sofferta materia.
PRINCIPALI ESPOSIZIONI
1980 Spello, Sala delle Volte, Palazzo Comunale.
1983 Spoleto, Festival dei Due Mondi, XXXVI Ed.
1987 Perugia, Palazzo della Penna.
1990 Perugia, Arte al Femminile, Rocca Paolina.
1992 Foggia, Galleria Stoà;
Foss. di Vico, Laboratorio Artisti.
1994 Spello, Femminile al plurale, Sala degli Zuccari;
C. Della Pieve, Artisti a Mugnano.
1996 Fano, Esperidi, Rocca Malatestiana;
Foligno, Palazzo Alleori Ubaldi.
1997 Trevi, Flash Art Museum;
Catania, Artisti per Telefono Azzurro.
1998 Spoleto, Vivi d'Arte, Galleria Poli d'Arte;
Padova, Arte Padova '98, Galleria Poli d'Arte;v
Foligno, SacrArt, Spazio Immagine.
1999 Bologna, Banca Pop. di Milano, D'Ars Agency;
Padova, Arte Padova '99, Galleria La Mimosa;
Trieste, Galleria Rettori Tribbio 2;
Mondovì, Concorso d'arte contemporanea.
2000 Trevi, Le voci dentro, Show Room Fantauzzi;
Fano, Teatro del Trionfo, Cartoceto;
Perugia, Rocca Paolina, Collezione Moda Terrae;
Padova, Arte Padova 2000, Galleria Guidorizi;
Perugia, Centro Cerp, Il Perugino, Rocca Paolina.
2001 Bergisch, Italienische wochen, Gladbach;
Milano, L'Astro in Pentola, Navigli Spazio Quid;
Padova, Arte Padova 2001, Galleria La Mimosa;
Bologna, Galleria Il Secondo Rinascimento;