Galleria Verdesi

gli Artisti


Bruno Donzelli


Bruno Donzelli nasce a Napoli il 12 aprile 1941.
Giovanissimo, appena ventunenne, tiene una mostra personale alla Galleria del Fiorino a Firenze nel 1962, dopo essere stato presente nel 1960 al Premio San Fedele a Milano, al Premio Termoli e nel 1962 al Premio indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione e tenutosi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Del 1963 è la personale alla Galleria Centro Arte di Genova e l’invito al Premio Spoleto, al Premio Marche ad Ancona, nonché al Premio Michetti.
Nel 1964 tiene diverse mostre personali, a Bologna alla Galleria 2000, a Napoli alla Galleria Il Centro e alla Galleria il Paladino di Palermo. Le opere realizzate dall’artista a metà degli anni sessanta risentono del clima animato dalle novità introdotte dalla Pop Art, di una densità ironica, con impianti che recuperano il senso discorsivo del fumetto. Sono queste le opere che espone nel 1965 sia nella mostra La Critica e la Giovane Pittura italiana, tenutasi alla Galleria Ferrari di Verona, sia nella rassegna Neapel ’65, organizzata a Berlino dalla Galleria Wirth.

Nel 1966 è invitato da Enrico Crispolti alla mostra 8 Pittori Napoletani organizzata alla Galleria Sebastiani di Milano, alla mostra Le Dimensioni del linguaggio figurale oggi, allestita a Napoli e alla rassegna Aspetti del ‘ritorno alle cose stesse’ curata da Renato Barilli e tenutasi negli Antichi Arsenali di Amalfi.

Nel 1967 tiene una personale alla Galleria L’Agrifoglio a Milano presentata in catalogo da Enrico Crispolti ed è invitato a Torino al Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea. Sul finire degli anni Sessanta l’attenzione di Donzelli si sposta verso la ‘sfera del fantastico’, accresciuta da una sorta di dinamismo espressionistico, tale da rendere l’impianto pittorico maggiormente ironico.

Nel 1968 allestisce una personale, alla galleria Il Girasole di Roma; è invitato a numerose rassegne tra cui il Premio Spoleto. Con le esperienze dei primi anni Settanta, l’artista pone l’attenzione alla rilettura delle immagini attinte dal repertorio delle avanguardie del nostro secolo come attestano dipinti quali, ad esempio, Nuove Piazze d’Italia del 1970, opere che espone nelle personali tenute a Firenze e Genova.

Del 1972 la presenza nella Vll Rassegna dell’Arte del Mezzogiorno organizzata a Napoli a Villa Pignatelli; nello stesso anno tiene una personale alla Galleria Due Mondi di Roma, presentata da Eugenio Miccini.

Nel 1973 è invitato alla V Internazionale Kunstmesse di Berlino, alla mostra Post Fumettum natum, organizzata alla Galleria La Margherita di Roma e curata da Giorgio Di Genova, mentre del 1974 è la presenza alla Rassegna internazionale di Acireale dal titolo Ironia come Alternativa.

Nel 1977 il Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita una sua ampia mostra personale, curata da Roberto Sanesi: le opere di questi anni hanno come tema centrale il ‘casellario dell’arte’, espressione che racchiude l’attenta analisi che Donzelli compie sugli eventi e sui protagonisti dell’arte del nostro secolo. Traccia, questa, che lo porterà nel tempo, al fortunato ciclo Ormare, iniziato tra il 1979 e il 1980 e in parte esposto nella mostra organizzata dalla Civica Galleria d’Arte Contemporanea di Ascoli Piceno nel 1981. In questa mostra l’artista espone opere quali Cronologia dell’arte del 1980 e Ormare del 1981 dalla quale si evince una nuova materia pittorica, ricca di spessori e di segni che saranno presenti nelle opere che Donzelli realizzerà nell’arco degli anni Ottanta.

Nel 1984 inizia il ciclo al quale successivamente darà il titolo di Siparietti impertinenti: a questo periodo appartengono dipinti quali ad esempio Lontano dechirichiano del 1985, Guantiera con babà e Quadro di Carrà del 1986, Tavolozza del Novecento del 1987, Morandiana (con natura morta italiana). Opere di questo ciclo sono esposte tra l’altro alle personali all’Arte Borgogna di Milano, alla Scaletta di Reggio Emilia, all’Aire du Versau di Parigi, al Gianicolo di Perugia, all’Art Diffusion di Düsseldorf, alla Galleria Muller di Neuchàtel, alla Zum Kunos Thorag di Basilea, alla Galleria Loanne di Ginevra e successivamente all’Istituto Francese di Napoli nel 1989. Un’esperienza che propone attraversamenti di brani pittorici, di un’ antologia immaginativa, sulla quale l’artista interviene con ironia.

Nel 1988 è presente nella mostra Saturnus a cura di G. Lemaire all’Université de Touluse le Mirail e successivamente al Museo Pablo Gargallo di Saragozza, alla Galleria Maeght di Parigi nella mostra Les Cafés littéraires.

Dal 1989 si è dedicato anche a lavori su ceramica realizzando a Deruta, Perugia, pezzi unici e serie di multipli dipinti a mano.

Nel 1991 realizza per il Teatro dell’Orologio di Roma, le scenografie ed i costumi di Folli notti a Pietroburgo con la regia di Gianfranco Evangelista, tratto da Le notti bianche di Dostojevskij. Allestisce negli anni successivi numerose mostre personali nelle principali città europee: Parigi, Ginevra, Milano, Roma, Düsseldorf, Bologna, Firenze, Neuchàtel, Genova, Venezia, Nizza, Parma, Perugia, Verona, Colonia, Basilea, Monaco, Torino ed altre.

Nel 1997 in occasione di una personale alla Galleria Arte Borgogna di Milano viene presentata la monografia Donzelli, edizioni Mazzotta, a cura di Luciano Caprile.

Nel novembre del 1998 la Galleria Fall di Parigi allestisce una sua esauriente mostra personale che riscuote ampi consensi.

Nel 1999 realizza il Calendario Buffetti.

Dal 2000 è in corso da parte della galleria Giovanni Di Summa di Roma l’archiviazione delle sue opere per una futura pubblicazione del catalogo generale.

Nel febbraio 2000 viene inaugurata, alla presenza di oltre duemila persone, una sua grande mostra antologica alla Reggia di Caserta.L’esposizione accompagnata da un catalogo monografico edito da Charta, raccoglie oltre settanta lavori degli ultimi trent’anni, ripercorrendo con attenzione critica l’itinerario artistico di Bruno Donzelli.

Nel giugno 2002 tiene la mostra antologica al Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno, con la presentazione di una grande monografia a colori di 220 pagg.

Nel 2006 è organizzata un’ampia mostra con sue grandi opere nelle stanze storiche del Reale Belvedere San Leucio di Caserta. Mostra curata da Luciano Caprile.

Il 2007 è l’anno della mostra personale al Maschio Angioino di Napoli con ampia monografia di Gillo Dorfles.
Negli ultimi anni numerose mostre personali nelle principali città del mondo.